"Per un essere cosciente, vivere significa maturarsi, maturarsi significa creare indefinitamente se stessi". Autore di cui non ricordo il nome. Questo blog è dedicato a quel pensiero che spinge sempre verso il prossimo scorcio di strada, verso l'incombente partenza.

19 marzo 2006

L'ultima cenetta cinese

Visto che eravamo voluti rimanere a bordo, quando abbiamo sentito arrivare la fame della sera, riguardo a cui la lentezza delle operazioni ferroviarie non ci faceva ben sperare, ci siamo incamminati lungo la distesa di binari verso la stazione, illuminata nella notte. Abbiamo mangiato in uno sporco e brutto ristorante il nostro ultimo, delizioso pasto cinese, mentre al telegiornale passavano le notizie di una Pechino che ci sembrava già così distante. Quello che più mi stupiva era la stridente differenza fra il mondo della capitale, presentato sul canale cinese ufficiale, e la realtà del paesino di confine in cui ci trovavamo, tanto estraneo a quegli ampi viali alberati e quel traffico instancabile. Ricordo un vecchio e scoppiettante trattore a tre ruote che attraversava la strada davanti a noi, mentre tornavamo verso il treno con un pasto di riserva come un tesoro nella saccoccia, ed un aria polverosa e fredda, con un forte odore di carbone.Qualche istante più tardi passavamo la frontiera ventiquattrore prima che scadesse il nostro visto cinese e delle guardie con colbacco, che di cinese avevano ormai ben poco, esaminavano severe i nostri passaporti.